Castagne 2026: raccolto in calo e prezzi in forte aumento
Caldo, siccità e cinipide pesano sulla stagione delle castagne 2026: raccolto giù di circa un quarto e prezzi all'origine in netto rialzo.

La stagione delle castagne 2026 si apre con meno frutti e prezzi più alti. Secondo le prime stime di Coldiretti, riportate il 12 ottobre da Adnkronos, il raccolto italiano è in calo di circa il 25% rispetto al 2025, mentre i prezzi pagati ai produttori sono saliti di quasi due terzi.
Perché il raccolto è in calo
Le cause indicate sono soprattutto il caldo e la siccità dell'estate, che hanno frenato lo sviluppo dei frutti: molti ricci sono rimasti piccoli e non sono arrivati a maturazione. Secondo il CNR, l'estate 2026 è stata la più calda dal 1950: ad agosto la temperatura media nazionale ha superato di circa 3,5 gradi la media del periodo 1991-2020. A questo si aggiunge il cinipide galligeno, un insetto che attacca i germogli del castagno e ne riduce la produttività.
Le zone più colpite
La situazione più grave riguarda il Gargano, in Puglia: nei castagneti di Vico del Gargano, Carpino e Ischitella Coldiretti Puglia segnala perdite superiori al 90% rispetto a un'annata normale. Va meglio in provincia di Cuneo, dove il monitoraggio di Coldiretti Cuneo descrive una qualità e una pezzatura sopra le attese, in particolare per varietà tradizionali come il Garrone Rosso, pur con volumi complessivi non eccezionali.
Quanto costano le castagne quest'anno
Secondo i dati Ismea, nella prima settimana di ottobre il prezzo medio all'origine era di 3,50 euro al chilo, contro circa 2,13 euro di un anno prima: un aumento del 64,7%. Sui mercati all'ingrosso, la Borsa Merci Telematica Italiana registrava a inizio mese quotazioni di 4,30-4,50 euro al chilo per le castagne di pezzatura grande. I prezzi all'origine non si trasferiscono in modo automatico su quelli al banco, ma un rincaro anche al dettaglio è probabile.
Consiglio: Coldiretti invita a controllare l'origine indicata in etichetta. Nel 2025 l'Italia ha importato oltre 14 milioni di chili di castagne, soprattutto da Turchia, Grecia, Portogallo e Spagna.
Un settore che vale 200 milioni
L'Italia resta il primo produttore europeo di castagne e marroni, con quasi 40.000 ettari coltivati: oltre un terzo si trova in Campania, seguita da Calabria, Piemonte, Lazio e Toscana. Il comparto vale circa 200 milioni di euro e conta prodotti tutelati come la Castagna di Montella IGP, la Castagna di Vallerano DOP e la Castagna Cuneo IGP. Più del 60% della raccolta avviene ancora a mano, un lavoro che diventa poco conveniente quando i frutti sono piccoli.
Chi ha comprato castagne in questi giorni e vuole farle durare può seguire la nostra guida su come conservarle, mentre per cucinarle subito le ricette più cercate restano le castagne al forno e quelle in friggitrice ad aria.
Fonti: Adnkronos, 12 ottobre 2026; Coldiretti Puglia, 5 ottobre 2026; AGI, dati CNR, 7 settembre 2026


Commenti
Ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Lascia un commento
I commenti vengono moderati prima della pubblicazione. Tutti i campi contrassegnati con * sono obbligatori.
Stai rispondendo a ·