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Tartufo bianco, ad Amandola nove giorni di Diamanti a Tavola

Ad Amandola la 29ª edizione di Diamanti a Tavola, dal 31 ottobre all'8 novembre: 23 osterie, tartufo bianco dei Sibillini e un nuovo museo.

Tartufi bianchi appoggiati su un piano di legno

Dal 31 ottobre all'8 novembre 2026 Amandola, nelle Marche, ospita la 29ª edizione di Diamanti a Tavola, il festival dedicato al tartufo bianco pregiato dei Monti Sibillini: nove giorni con 23 osterie e ristoranti che cucinano piatti al tartufo, un mercato con i cavatori, spettacoli e l'apertura del nuovo Museo del tartufo.

23 osterie e niente salse

Il cuore della manifestazione sono le 23 osterie e i ristoranti aperti nel centro storico, ciascuno con i propri piatti a base di tartufo. Il regolamento del festival esclude le salse tartufate e i prodotti con additivi: al centro c'è il tartufo fresco, venduto direttamente dai cavatori dell'associazione Atam.

Al Palatuber, nella Casa del Parco, si pranza e si cena con menu firmati dallo chef Davide Camaioni, scegliendo tra tartufo bianco e tartufo nero uncinato. L'apertura è affidata a una cena con lo chef Moreno Cedroni, in programma il 30 ottobre insieme a Camaioni.

Museo, spettacoli e aperitivo finale

Sabato 31 ottobre alle 11:30 viene inaugurato il Museo del tartufo di Amandola. Il 5 novembre è in calendario lo spettacolo con l'artista Cesare Catà e lo chef Enrico Mazzaroni, che unisce teatro e cucina. Domenica 8 novembre la chiusura è affidata a un aperitivo in piazza con gli chef e i finger food al tartufo.

Nel programma ci sono anche dimostrazioni di ricerca del tartufo, incontri e laboratori, con la partecipazione del Centro tartuficolo dell'Amap di Amandola. Il Comune presenta questa edizione come una preparazione al trentesimo anniversario del prossimo anno.

Consiglio: se vuoi un posto al Palatuber o nelle osterie nei giorni del ponte di Ognissanti, prenota prima di partire e verifica orari e menu sui canali ufficiali del Comune. A casa, il tartufo fresco dà il meglio su piatti semplici e caldi, come tagliolini al burro o un uovo all'occhio di bue.

Fonti: ANSA, 28 ottobre 2026; il Resto del Carlino; La Provincia di Fermo

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